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CHIRURGIA ESTETICA E ODONTOIATRIA: VOTIAMO SI ALLA COLLABORAZIONE

Ho sempre creduto nella collaborazione tra gli specialisti di diverse branche, ultimamente sempre di più anche con gli Odontoiatri ai quali arrivano sempre più spesso richieste di Medicina Estetica e anche di Chirurgia Plastica. Professionalità e tecnologia all’avanguardia sono sempre importanti per la giusta diagnosi e per le sinergie delle forze per raggiungere il giusto fine, la soddisfazione del paziente.

Chirurgia Plastica e Odontoiatria sono branche che si incrociano, inevitabilmente, come nel caso della chirurgia maxillo-facciale. Esistono, però, altri campi nei quali questa unione di intenti può realizzarsi? Indubbiamente sì. Per capirlo è sufficiente informarsi su quanti clienti chiedono interventi in chirurgia estetica, tra filler e botox, al proprio dentista. Non si tratta di una semplice moda, in molti casi.

Chirurgo e odontoiatra: perché collaborare?

È e sarà sempre un “mantra” in medicina generale: la collaborazione tra professionisti di diversi campi può portare solo ottimi risultati. Nel nostro campo specifico la contrapposizione che è nata negli ultimi anni con quello odontoiatrico è piuttosto accesa. L’utilizzo di trattamenti di medicina estetica e chirurgia plastica dal dentista può essere visto come una forzatura. Un modo per permettere a determinate figure professionali di aumentare fatturato in momenti meno favorevoli.

Quella che può essere vista come un’intromissione per il chirurgo plastico e come un’opportunità per l’odontoiatra potrebbe essere la motivazione giusta per l’inizio di una collaborazione. Ma perché un dentista dovrebbe pensare al supporto di un professionista in chirurgia? I motivi sono tanti e tutti attengono alla salute del paziente. Così come accade in chirurgia, la mancanza di preparazione per questi interventi può essere pericolosa per la salute del paziente. Fare il botox è rischioso? Può esserlo.

La praticità è un importante alleato. Lungi da me il voler paragonare i livelli di esperienza dell’uno e dell’altro professionista, ma l’utilizzo delle tecniche è complesso. Quotidianamente il chirurgo plastico deve valutare parti statiche e dinamiche del volto del paziente. Questo significa che bisogna avere “occhio” nel valutare i diversi distretti muscolari, con particolare attenzione alle zone di inserimento, così come alle zone di origine. È un procedimento che può risultare più semplice se effettuato da chi affronta questi casi quotidianamente.

In questo senso, anche il miglior odontoiatra può avere carenza dal punto di vista dell’esperienza. Qualsiasi medico qualificato sa quanto è complesso fidelizzare un cliente. Ecco perché, piuttosto che incorrere in problemi che hanno poco a che fare con la specializzazione dell’odontoiatra è meglio essere supportati. Chi ne guadagna è sempre il paziente.

Perché fare il botox dal chirurgo?

Per quanto possa risultare una domanda dalla risposta scontata, è doveroso elencare i motivi che possono spingere il paziente in questa direzione. Il chirurgo possiede una preparazione specifica in questo senso. Soprattutto, possiede l’esperienza specifica della quotidiana prova sul campo.

Questo è il motivo principale che dovrebbe indirizzare la scelta del paziente. Nel 2016 sono stati più di 7 milioni gli interventi chirurgici per i trattamenti con botox. I trattamenti con filler, invece, sono stati più di 2,5 milioni. Sono numeri in costante crescita (+4% per tossina botulinica, +2% per filler). Questo significa, innanzitutto, che i pazienti hanno accresciuto la fiducia nei confronti dei professionisti che eseguono questi trattamenti.

A questo proposito è importante ricordare come la preparazione specifica sia fondamentale per le iniezioni di botox. Proprio in quest’ottica vanno valutate le premesse che giungono tanto dall’AIFA, quanto dalle associazioni di odontoiatria a maneggiare la materia con molta cura. Data la necessità di utilizzare il botox per trattare importanti disfunzioni a livello del viso, sarebbe utile un cosiddetto “periodo di transizione”. Un arco di tempo utile a migliorare le conoscenze e che possa contribuire a creare questa unione di intenti tra medicina estetica e odontoiatria.

I vantaggi del botox

Un intervento così richiesto, con numeri in continua crescita, denota la caratteristica di affidabilità. Il paziente che prova questo tipo di procedura trova soddisfazione soprattutto grazie alla grande professionalità degli operatori. Deve essere chiaro che questo tipo di intervento estetico rimane di elevata delicatezza. Imprecisioni e difetti di asimmetria possono verificarsi se non si esegue un lavoro con adeguata preparazione.

Esistono, ad oggi, una serie di effetti collaterali che possono andare dalla semplice sensazione di bruciore a marcate condizioni legate a nausea o mal di testa. Sono tutte condizioni che non si verificano quando l’intervento è praticato da un operatore esperto. Rimane indispensabile, infatti, la necessità di una elevata precisione nell’iniezione che può andare a incidere sul funzionamento di distretti muscolari estranei rispetto alla zona di intervento.

Questo tipo di correzione degli inestetismi è molto ricercata soprattutto per la velocità di “impatto”. Il botox mostra risultati sorprendenti appena dopo pochi giorni e ha una durata che supera abbondantemente i 3 mesi dall’applicazione. Un ulteriore vantaggio è quello relativo la mantenimento degli effetti dopo un discreto numero di sedute ripetute. Più l’operatore riesce ad essere preciso e migliori saranno i risultati dell’intervento.

È fondamentale sottolineare come questa sia una procedura ottimale rispetto alla correzione tradizionale tramite bisturi. L’intervento non da conseguente condizione di dolore, rimane assolutamente invisibile ed è molto veloce per quanto riguarda la sua applicazione. Quanto dura un intervento con iniezione botox? Ha una durata massima di 20 minuti. Si tratta, quindi, di una pratica che un profondo conoscitore della materia, come un chirurgo plastico, può risolvere in pochi minuti e senza controindicazioni ed effetti collaterali.

Botox e filler: quali sono i rischi

In ogni pratica chirurgica esiste un margine oltre il quale l’intervento può rappresentare un rischio. Vale per qualsiasi tipo di intervento e, quindi, anche per l’utilizzo di botox e filler. Non è un effetto che si verifica molto spesso perché, fortunatamente, chi pratica questo tipo di interventi ha anni di preparazione e pratica alle spalle. Quando accade, tuttavia, qualcosa di spiacevole si verifica e condiziona la vita di un paziente.

Questi rischi sono direttamente legati alla capacità manuale del professionista di effettuare l’iniezione. Uno dei problemi più conosciuti in questo senso è legato agli effetti che la tossina botulinica può avere sui tessuti muscolari. Tralasciando i problemi che possono verificarsi in tanti distretti muscolari corporei, a noi interessa soprattutto il viso. Quali sono i rischi del botox sul viso?

Al di fuori di determinati distretti, le iniezioni di botulino sono considerate “off-label”. Questo significa che questo tipo di intervento in determinate zone del corpo è sconsigliato, ma è accettato sotto responsabilità del medico che lo esegue e, quindi, del paziente tramite consenso. Per quanto riguarda il botox, oltre alla correzione per rughe cosiddette “glabellari”, quelle in verticale tra le sopracciglia, è possibile procedere nella zona perioculare (il contorno dell’occhio).

Questo tipo di trattamento, invece, in quale distretto del viso non è consigliabile? Tra gli altri vanno segnalati:

  • collo;
  • labbra;
  • fronte.

Intorno alle labbra, ad esempio, possono nascere problemi piuttosto gravi. Un’iniezione fatta in maniera errata può portare problemi nell’utilizzo del linguaggio e nella masticazione. Tra i disagi e le controindicazioni c’è anche la debolezza muscolare, la ptosi palpebrale, la paralisi facciale focale. Sono solo alcuni dei problemi che possono presentarsi in seguito a errori nell’iniezione di tossina botulinica.

Votiamo “sì” alla collaborazione

È fondamentale, quindi, trovare quel punto di equilibrio tra i diversi metodi e le diverse mansioni che gli specialisti in chirurgia e odontoiatria hanno. Per aprire un sentiero che rivoluzioni e migliori le applicazioni pratiche quotidiane. Mettendo rispettive conoscenze e manualità al servizio del paziente. Così, come dovrebbe sempre essere.

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